Amadablam 2007

Scritto da o3o in . Inviato in Alpinismo, Spedizioni

La cima si trova nella valle del Khumbu Himal, nel Parco Nazionale Sagarmatha ed e’, per la sua forma slanciata, spesso paragonata al Cervino. La spedizione si e’ svolta nel mese di Ottobre 2007 in compagnia di alcuni amici e clienti che effettuavano un trekking lungo la valle del Khumbu con meta finale il campo base dell’Everest. Finito l’itinerario e rientrati a Namche Bazar, in quattro di loro hanno salito senza nessun campo intermedio la bella cima dell’Ama-Dablam.
Il giorno 25 ottobre Ferruccio Svaluto e Bertoldo Sara hanno hanno dominato dai 6812 mt. della vetta .
La salita non ha presentato difficoltà oggettive ed il tempo è stato ottimo come l’acclimatamento alla quota.

Ararat con gli sci

Scritto da o3o in . Inviato in Sci alpinismo, Spedizioni

Maggio 2003, dopo anni di divieti delle autorità Turche (l’Ararat si trova in una zona Curda
incuneata tra i confini dell’Azerbaijan , Armenia, Iraq) la richiesta per la salita  (inoltrata
ancora alcuni anni prima)  finalmente  è stata accolta.

Partono  alla volta della “conquista” del monte sacro alcuni componenti del Gruppo Ragni – Angelo De Polo, Andrea Gracis, Ernesto Querincig– ,  il famoso alpinista himalayano Giuliano De Marchi
e i compagni Luciano Di Mai , Mauro CiottiAndrea Antoniol.

E’ una delle prime spedizioni invernali (se non la prima) con gli sci composta da soli italiani ed in completa autonomia.
Si sale dall’abitato di Dogubayazit (1700 m.) con dei fuoristrada e poi dei cavalli per il materiale fino a
3000 m. per il campo base,  a 4100 m. il 1° campo e infine  in vetta.

Il Monte Ararat (5165 m.)  non presenta particolari difficoltà alpinistiche, ma principalmente
meteorologiche:  si tratta di una cima “bizzarra” che, trovandosi nel mezzo delle correnti fredde provenienti
dall’Artico e la Russia e le correnti calde del deserto Arabico,  è battuta da forti venti con
temporali, grandinate e nevicate praticamente giornaliere.

La montagna è di origine vulcanica (l’ultima eruzione è datata 1840) e considerato un monte sacro
dalle popolazioni locali è   Massis  (ovvero la madre del mondo), mentre
per la popolazione Curda è invece la “montagna del dolore” (Agri Dagi)

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